Specializzato in psicoterapia cognitiva

PSICOLOGIA DELL’ACCUMULO COMPULSIVO

Tutti noi tendiamo a conservare oggetti a cui siamo affezionati o che rievocano bei momenti passati. Alcuni tuttavia tendono ad accumulare roba con cui non hanno un particolare legame affettivo, utilitaristico o di valore. Ciò che viene messo da parte è privo di giustificazione obiettiva.

ACCUMULO COMPULSIVO

E’ una condizione psicologica che può diventare un disturbo ed una patologia. Si iniziano a riempire spazi vitali di oggetti assolutamente inutili e a non eliminare quelli che hanno terminato il loro scopo e la cui presenza diventa ingombrante e fastidiosa.

Ne consegue un impatto negativo sulla qualità di vita e in particolare sulle relazioni interpersonali, sull’organizzazione dell’ambiente casalingo e sul benessere psicofisico.

ANALISI DEL DISTURBO

Le cause sono da ricercare nella paura di abbandono e di perdita, buttare diventa motivo di forte ansia e stress, con correlato senso di insicurezza.

Gli oggetti diventano uno strumento per rispondere alla paura di perdere il controllo. Il forte attaccamento agli stessi è un’illusoria garanzia di mantenere il proprio senso di sicurezza e di controllo.

L’accumulo risponde quindi al bisogno di ricerca di sicurezza a fronte di eventuali ed ipotetiche perdite future. Gli oggetti accumulati fungono quindi da mezzo per attenuare-sopperire emozioni di difficile gestione o accettazione come la tristezza, l’ansia o la malinconia.

Quanto è difficile sentire, riconoscere, accettare emozioni negative che ci danno l’impressione di essere deboli o vulnerabili?

PAURA DELLO SPRECO

E’ un timore sproporzionato di sprecare qualsiasi cosa, includendo soldi, cibo… La persona non butta via oggetti o vestiti rovinati che non si possono recuperare, o che sono in disuso, per il timore di sprecar risorse… ma anche imballaggi o scatole di nessuna utilità pratica, con il pensiero che possano tornare ad essere necessari.

Questo comportamento è in stretta correlazione con l’accumulo compulsivo che porta a conservare oggetti con la speranza che possano tornare di utilità in futuro. Subentra spesso anche una forma di autogiustificazione personale che fa appello alla razionalità per la quale lo spreco porta all’inquinamento o a perdite economiche.

A volte addirittura i rifiuti altrui sono appetibili per l’accumulatore e degni di essere recuperati.

Le abitazioni diventano magazzini di oggetti che non verranno mai utilizzati e che saranno dimenticati ma la cui separazione diventa impossibile. Gli spazi utili sono sempre minori fino quasi a scomparire.

La famiglia dell’accumulatore può avere una vita impossibile fino ad arrivare ad un difficile conflitto relazionale.

PSICOTERAPIA COGNITIVA

La psicoterapia cognitiva si propone come percorso individualizzato per accompagnare il paziente a giungere ad una maggiore comprensione di emozioni, pensieri e comportamenti che sono alla base del disturbo.

Lo si accompagna a rileggere la propria storia di vita e le tipiche modalità emotive con cui è solito affrontare e dare significato agli eventi quotidiani.

Si aiuta il paziente ad interrogarsi su come gestisce i fattori emotivi disturbanti quali depressione, ansia, ossessioni. Lo si aiuta a comprendere le motivazioni delle proprie azioni.

OBBIETTIVI DELLA PSICOTERAPIA

Nel dettaglio la terapia è volta a:

  1. Acquisire consapevolezza del proprio comportamento: frequentemente ci comportiamo in modo automatico, senza quindi avere piena coscienza di cosa facciamo e del perché lo facciamo. La psicoterapia accompagna a comprender le motivazioni reali che sono alla base del bisogno di accumulare, le quali sono spesso celate dietro a giustificazioni pseudo-razionali che portano a
    normalizzare il proprio agire.
  2. Identificare i pensieri distorti: viene attribuito agli oggetti accumulati un valore affettivo o utilitaristico eccessivo, non realistico.
  3. Riconoscere e gestire le emozioni che sono alla base del comportamento. Le nostre azioni sono mosse da emozioni che risultano disturbanti e che vengono così annullate prima ancora che giungano ad essere avvertite in modo cosciente.
  4. Accompagnare a rielaborare la storia di vita andando alla ricerca delle origini emotive del comportamento. L’esperienza del passato come traumi, significative perdite o difficili periodi di vita vanno a determinare il nostro comportamento. E’ possibile quindi comprendere come episodi o periodi di vita del passato influiscano sul bisogno di accumulo. La tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) in particolare aiuta a rielaborare in modo funzionale traumi che possono avere indotto il disturbo.
  5. Individuazione di strategie per non essere succubi dell’ansia e dell’impulso di accumulare.

CONCLUSIONE

L’accumulo compulsivo può passare dall’essere vissuto come un ostacolo insuperabile, al diventare qualcosa di cui si può fare a meno, di cui non si ha bisogno. Con la terapia si può giungere a comprenderne le vere motivazioni e ad esplorare le emozioni che ne sono alla base.

 

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